giovedì, maggio 16, 2013

L'uomo trascende infinitamente l'uomo - Pascal

Ascesa all'Empireo
di Hieronymus Bosch
Palazzo Grimani - Venezia
Luce alla fine del tunnel
L'homme passe infiniment l'homme -  Blaise Pascal (1623-1662)

Il sacerdote salesiano Valentino Del Mazza al riguardo ha scritto così, nel suo libro L'autostrada della felicità (1993): 
(...) L'Uomo sente  di essere sè stesso proprio quando, oltrepassando i limiti della propria circolarità esistenziale, si proietta verso la conquista di qualche cosa, o, per dirla con Blaise Pascal, quando supera se stesso per l'affermazione della propria personalità. La nostra differenza con gli animali consiste, specificatamente, nel fatto che noi, a differenza di quelli, siamo in grado di percepire una perfezione assoluta e ci consumiamo dalla voglia di possederla. Noi siamo le uniche creature, che rifiutano di essere quello che sono: le stesse nostre sufficienze conquistate, sia a livello intellettuale, come a quello sociale, lungi dall'appagarci, non fanno altro che aumentare in noi la sete della trascendenza e dell'andare oltre, verso quell'ideale che Dio ha posto nel nostro cuore. La vera moralità consiste non già nel seguire il sentiero battuto, ma nel trovare la propria strada e seguirla coraggiosamente. La gioia è appunto questo scoprire e centrare il significato della nostra vita; è farci incantare, innamorare da un ideale che, quale amico sincero, ci invita a camminare con lui verso una méta. Non si diventa vecchi solo per aver vissuto un certo numero di anni; la vera vecchiaia comincia quando si abbandonano i propri ideali.

domenica, maggio 05, 2013

Cambiare

Uomo nuovo
Pausa di ringraziamento alla santa Comunione: Dai sermoni di San Zeno, Vescovo di Verona, ai neofiti dopo il Battesimo:
"Serbate la legge del Signore, mantenendovi sempre innocenti in tutta la vostra vita, fortemente guardatevi dal non riprodurre in voi l'immagine del vostro vecchio uomo" (Libr. 2° tratt. 40°)


lunedì, aprile 22, 2013

Peccato non è corruzione

La Derelitta di Domenico Trentacoste
La Derelitta di Domenico Trentacoste
Guarire dalla corruzione, di Jorge Maria Bergoglio:

(...) Potremmo dire che il peccato si perdona, la corruzione non può essere perdonata. Semplicemente per il fatto che alla radice di qualunque atteggiamento corrotto c'è una stanchezza della trascendenza: di fronte al Dio che non si stanca mai di perdonare, il corrotto si erge come autosufficiente nell'espressione della sua salvezza: si stanca di chiedere il perdono.
(...) Il corrotto non si accorge del suo stato di corruzione. Succede come con l'alito cattivo: difficilmente chi ha l'alito pesante se ne rende conto. Sono gli altri che se ne accorgono, e devono farglielo notare.
(...) Generalmente il Signore lo salva attraverso prove che gli arrivano da situazioni che non può evitare (malattie, perdita di ricchezza, di persone care ecc) e sono queste che spaccano l'ossatura corrotta e permettono l'accesso alla grazia. Solo allora potrà essere curato.

venerdì, aprile 05, 2013

Karl Popper: La libertà è più importante dell'uguaglianza

"Per diversi anni rimasi socialista, anche dopo il mio ripudio del marxismo; e se ci fosse stato qualcosa come il socialismo combinato con la libertà individuale, sarei ancora oggi un socialista. E, infatti, non potrebbe esserci niente di meglio che vivere una vita modesta, semplice e libera in una società egualitaria. Ma ci volle un po' di tempo per riconoscere che questo non era nient'altro che un sogno meraviglioso; che la libertà è più importante dell'uguaglianza; e che se va perduta la libertà, tra non liberi non c'e' nemmeno uguaglianza" - Karl Popper, La ricerca non ha fine. Autobiografia intellettuale, Roma, Armando, 1997, p.49.

Cfr. Libertà: il Patriarca Francesco incontra i giovani.

mercoledì, marzo 20, 2013

"eso" ed "exo": gli scritti di Aristotele

Sono detti esoterici gli scritti di Aristotele, interni alla scuola. Scritti in parte incompleti, per così dire  abbozzati, che il Maestro completava a voce durante la lezione  (eso-terico: εἰςσω, dentro. τερικός, aggettivo comparativo: parte più interna).
Per quanto riguarda Pitagora, la sua scuola ed il suo insegnamento, nonché i suoi allievi, furono detti esoterici nel significato di segreto. 
Erano invece detti essoterici gli scritti pubblicati e circolanti fuori dalla scuola. (exo o esso-terico: ἔξω, fuori)

domenica, luglio 22, 2012

La bellezza salverà il mondo

...affermava il principe Miškin nell'Idiota di Dostoevskij.
E sempre in tema: di Rabindranath Tagore:
ERI TU IL MIO SIGNORE

Mentre incosciente ti ferivo
scoprivo ch'eri accanto a me.

Lottando inutilmente contro te
sentivo ch'eri tu il mio Signore.

Derubando del mio tributo il tuo onore
vedevo crescere il mio debito con te.

Nuotavo contro corrente di tua vita
solo per sentire la forza del tuo amore.

Per nascondermi da te
ho spento la mia luce,
ma tu m'hai sorpreso con le stelle.

sabato, giugno 23, 2012

Quando sono debole, è allora che sono forte

La regina delle nevi (Snezhnaya koroleva)
Animazione russa, regia di di Lev Atamanov, anno 1957.
Dalla favola di Hans Christian Anderson: The Snow Queen

La metafora della scheggia di ghiaccio, male del cuore.
Ps: Animazione divisa in 6 parti su youtube.

Questa spina ricorda una passo del Vangelo: Dalla seconda lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi: Fratelli, affinchè io non monti in superbia, è stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perchè io non monti in superbia. A causa di questo per tre volte ho pregato il Signore che l'allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: "Ti basta la mia grazia; la forza si manifesta pienamente nella debolezza". Mi vantero' quindi ben volentieri delle debolezze, perche' dimori in me la potenza di Cristo. Percio' mi compiaccio delle mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: infatti quando sono debole, è allora che sono forte.

Last Interview with Princess Grace


L'ultima intervista a Grace Patricia Kelly (1982)

giovedì, maggio 17, 2012

Libertà: il Patriarca Francesco incontra i giovani



Discorso del Patriarca Francesco Moraglia ai giovani - Maggio del 2012 - Pala Arrex di Jesolo, Venezia.
Concetti trattati dal Patriarca per i giovani:
- La Liberà per assomigliare a Lui,
- La Verità, la verginità del cuore,
- prima della crisi finanziaria c'e' la crisi dei valori, del senso della vita,
- La Presenza del Signore Compagno di Vita,
- La conoscenza di noi stessi, le nostre doti per gli altri e
- le nostre fragilità trasformabili in punti di forza.
- Il male e il bene iniziano dal cuore del uomo.
- Il Signore vuole che il Bene, che Lui è, esista anche fuori di Lui, nella Libertà del uomo.
- Educazione all'affettività, educarsi ad amare è educarsi a dire "per sempre".
- Creare le Relazioni (essere amati e poter amare)
- Fedeltà come Amore nel tempo.


Giovanni Paolo II, Lourdes. 15 agosto 2004
Libertà: La Vergine di Lourdes ha infine un messaggio per tutti. Eccolo: siate donne e uomini liberi! Ma ricordate: la libertà umana è una libertà ferita dal peccato. Ha bisogno essa stessa di essere liberata. Cristo ne è il liberatore, Lui che “ci ha liberati perché restassimo liberi” (Gal 5,1). Difendete la vostra libertà! Carissimi, noi sappiamo di poter contare per questo su Colei che, non avendo mai ceduto al peccato, è la sola creatura perfettamente libera. A Lei vi affido. Camminate con Maria sulle strade della piena realizzazione della vostra umanità!


giovedì, aprile 05, 2012

In cerca della Regolarità dei numeri

Brano tratto dal libro di Douglas R. Hofstadter - Gödel, Escher, Bach: un'eterna ghirlanda brillante:

(...) La natura è caotica o strutturata? E qual è il ruolo dell'intelligenza nello stabilire la risposta a questa domanda?
Se vogliamo allontanarci dalla filosofia, possiamo considerare la questione della regolarità profonda di una successione che ha tutta l'apparenza di una successione casuale. (...) Può ogni problema, come un frutteto, essere osservato da un angolazione particolare, tale che ne riveli il segreto? Oppure in matematica vi sono problemi che rimangono misteriosi, qualunque sia l'angolazione dalla quale vengono osservati?
Immagine di Francois Morellet - Systems -

Nota: i numero sono astrazioni del reale, trovare l'angolazione particolare dovrebbe essere l'astrazione dell'astrazione.  

giovedì, febbraio 23, 2012

Schemi e rapporto Forma/Contenuto

Brani tratti dal libro Steve Jobs di Walter Isaacson:
Schemi: Al giro dei trent'anni, Jobs aveva usato una metafora  ispirata al mondo dei dischi in vinile. Riflettendo sulle ragioni per cui dopo il trentesimo anno d'età la gente sviluppa schemi mentali rigidi e tende ad essere meno innovativa, aveva detto:   "Si fissano nei loro schemi come nei solchi di un disco, e non ne vengono piu' fuori. Naturalmente c'e' gente curiosa per natura, perpetui fanciulli in trepidazione di fronte alla vita, ma sono rari."
Rapporto Forma/Contenuto:
mentre l'architetto americano Louis Henry Sullivan sosteneva che "la forma segue la funzione", per Jobs era vero l'esatto contrario: "Quando la Apple era ai suoi esordi, Jobs approvò il design dell'involucro del primo Macintosh e gli ingegneri dovettero trovare il modo per adattarvi  schede e componenti."

mercoledì, dicembre 28, 2011

Formarsi all'Amore

Di Padre Andrea Gasparino - da una trasmissione di Radio Maria
Cristo è maestro dell'Amore, ha tanto amato da dare la vita fino alla morte.
Il giovane che non sa formarsi all'amore non puo' risolvere i problemi della sua sessualità.
Non farti dellle illusioni giovane, la formazione all'amore è una scuola ardua,
ma se ti fidi di Cristo, Lui saprà condurti.

AMARE è voler bene, voler il vero bene, è fare il vero bene della persona amata.
AMARE è elevare, mai abbassare, è rafforzare, mai indebolire.
AMARE è comunicare felicità, mai sprofondare la persona che si ama nella frustrazione e nella colpa.
AMARE è medicare la fragilità di chi si ama.
AMARE è colmare il vuoto, è dare un ideale, è trasmettere fede e speranza
AMARE non è mai cercare il proprio interesse o strumentalizzare o sfruttare
AMARE significa prima di tutto debellare il proprio egoismo
AMARE è donarsi, come fa a donarsi chi non si possiede, chi non è mai giunto al controllo del proprio egoismo? Chi non si è mai posto il problema con serietà? Donarsi è vivere per la persona amata, è sacrificarsi per la persona amata.
Bisogna avere la convinzione che l'amore che non è eterno non è amore,
L'amore che non è esclusivo non è amore,
L'amore che non è puro non è amore,
L'amore che non segna tutta la vita non è amore...

giovedì, novembre 17, 2011

Sopportiamo i nostri affetti

di don Primo Mazzolari

Dove c'e' amore c'è pure largo campo per la tolleranza.
Del matrimonio si parla come di un giogo, che non è sempre un dolce giogo.
E se è comandato l'amore e gli si unisce la grazia, vuol dire che la croce può diventare tanto pesante che la stessa sopportazione ha bisogno di un appoggio.

Le persone care vengono trasfigurate dal nostro affetto, che da "donatore", senz'accorgersene, diventano "esattore": e allora si scopre che nessuno è come il nostro cuore l'ha voluto, e la penosa scoperta ci mette in tentazione di ritirare il nostro affetto per cercargli una dimora più conveniente.

Neanche i più sacri vincoli del sangue sono fuori dalla tolleranza.
Se non ci vergognassimo di confessare a noi stessi quanto costi il voler bene ai genitori e ai figli e ai parenti più vicini, saremmo maggiormente cauti nelle nostre liriche esaltazioni e meglio temprati a tollerare le carenze.
Ovunque ci muoviamo, ci troviamo di fronte una realtà, che non si risolve mai idealmente.

Per le fratture dell'uomo, tanto fisiche che morali, non ci sono pezzi di ricambio. Ci si ripiega con aggiustature più o meno riuscite.
Che povera cosa ne viene fuori, penserà qualcuno.
A me sembra una gran cosa che l'uomo porti in sè il rimedio a tante difficoltà della sua vita. Non possiamo cambiare le persone, nè le cose ne gli avvenimenti, ma posso cambiare me stesso e dispormi in modo vero di fronte a qualsiasi creatura e a qualsiasi fatto.

Possiedo una grandezza misteriosa, una forza creatrice, che è somiglianza e presenza di Dio, con un'apertura sulla felicità, la quale non consiste nell'avere questo o quello, ma nella maniera in cui mi dispongo verso questo o quello, sia che riesca a raggiungerlo sia che mi venga tolto.

Brano tratto dal libro "Della Fede della Tolleranza della Speranza" ed. EDB, 1995

sabato, ottobre 15, 2011

Asimmetria della Felicità

La Serenità è senz'altro la Felicità,
ma la Felicità non è necessariamente Serenità.
Quindi se non si è sereni non si può esserci felici.


Il seguente brano è tratto dal libro di Padre Andrea Gasparino "il segreto della gioia": Il Signore non si stanca mai di darci la sua gioia; noi dobbiamo essere instancabili nel riconoscere i suoi doni e ringraziare. L'antigioia è soltanto il peccato. E' il soffocamento della gioia, è il colpo di spugna, è l'aridità. Vestire di gioia un dovere non costa; un dovere vestito di gioia non pesa più. Un dovere compiuto nella gioia solleva ogni persona al mio fianco. 
La nostra gioia o viene da dentro o non regge; deve sempre avere un supporto di gratitudine a Dio: se ce l'ha è consistente e comunicativa. Se rincorri un piacere ti privi della gioia (...) 
Nota: significato etimologico di desiderare: smettere (de), di affidarsi agli astri (sidera), farne a meno, sostituirsi al cielo. - Luigi Zoja in La morte del prossimo.

lunedì, ottobre 03, 2011

Gesù nella moltiplicazione dei pani e dei pesci

Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto.

fonte: XVII domenica del tempo ordinario www.figliedellachiesa.org
Due sono le interpretazioni proposte di ciò che in Giovanni sembra un elemento essenziale. La prima è che lo scopo a cui Gesù mira attraverso il segno dei pani non è la sazietà fisica, ma la vita divina che egli è venuto ad offrire. Il sovrappiù, preservato dalla perdita, simboleggia l’aspetto incorruttibile del nutrimento che dona Gesù. Esso orienta a ciò che è sorgente perenne di vita, e conduce a una interpretazione spirituale del segno che Gesù ha compiuto. La seconda interpretazione sottolinea che il sovrappiù manifesta il contrasto tra il pane che dona Gesù e il nutrimento ricevuto nel deserto. Anche gli Ebrei avevano mangiato a sazietà, ma la manna si corrompeva se ne conservavano oltre il necessario. Il pane di Gesù, inversamente, è destinato a conservarsi: non simboleggia allora il dono dell’Eucaristia?

martedì, luglio 26, 2011

La sola ragione & il Vaso

Il pazzo non è colui che ha perso la ragione, ma colui che ha perso tutto fuorché la ragione - Gilbert Keith Chesterton
fonte: la Bussola Quotidiana
Lao Tzu -
Plasmare l'argilla per farne un vaso,
nel non essere sta l'utilità del vaso. (l'interno)
Perciò l'essere determina il vantaggio,
e il non essere determina l'uso
.


Appunti: "L'intero è più della somma delle sue parti".
In Aristotele, Metafisica.
Olismo - Riduzionismo in Gödel, Escher, Bach: un'eterna ghirlanda brillante  di Douglas Hofstadter.