2006-2013. Appunti di cristianesimo, spiritualità, filosofia, note interessanti. "La regola è: marmellata domani e marmellata ieri... ma mai marmellata oggi (Lewis Carroll)".
sabato, ottobre 15, 2011
Asimmetria della Felicità
ma la Felicità non è necessariamente Serenità.
Quindi se non si è sereni non si può esserci felici.
Il seguente brano è tratto dal libro di Padre Andrea Gasparino "il segreto della gioia": Il Signore non si stanca mai di darci la sua gioia; noi dobbiamo essere instancabili nel riconoscere i suoi doni e ringraziare. L'antigioia è soltanto il peccato. E' il soffocamento della gioia, è il colpo di spugna, è l'aridità. Vestire di gioia un dovere non costa; un dovere vestito di gioia non pesa più. Un dovere compiuto nella gioia solleva ogni persona al mio fianco.
La nostra gioia o viene da dentro o non regge; deve sempre avere un supporto di gratitudine a Dio: se ce l'ha è consistente e comunicativa. Se rincorri un piacere ti privi della gioia (...)
Nota: significato etimologico di desiderare: smettere (de), di affidarsi agli astri (sidera), farne a meno, sostituirsi al cielo. - Luigi Zoja in La morte del prossimo.
lunedì, ottobre 03, 2011
Gesù nella moltiplicazione dei pani e dei pesci
fonte: XVII domenica del tempo ordinario www.figliedellachiesa.org
Due sono le interpretazioni proposte di ciò che in Giovanni sembra un elemento essenziale. La prima è che lo scopo
a cui Gesù mira attraverso il segno dei pani non è la sazietà fisica, ma la vita divina che egli è venuto
ad offrire. Il sovrappiù, preservato dalla perdita, simboleggia l’aspetto incorruttibile del nutrimento che
dona Gesù. Esso orienta a ciò che è sorgente perenne di vita, e conduce a una interpretazione spirituale
del segno che Gesù ha compiuto. La seconda interpretazione sottolinea che il sovrappiù manifesta
il contrasto tra il pane che dona Gesù e il nutrimento ricevuto nel deserto. Anche gli Ebrei avevano
mangiato a sazietà, ma la manna si corrompeva se ne conservavano oltre il necessario. Il pane di Gesù,
inversamente, è destinato a conservarsi: non simboleggia allora il dono dell’Eucaristia?

