martedì, luglio 26, 2011

La sola ragione & il Vaso

Il pazzo non è colui che ha perso la ragione, ma colui che ha perso tutto fuorché la ragione - Gilbert Keith Chesterton
fonte: la Bussola Quotidiana
Lao Tzu -
Plasmare l'argilla per farne un vaso,
nel non essere sta l'utilità del vaso. (l'interno)
Perciò l'essere determina il vantaggio,
e il non essere determina l'uso
.


Appunti: "L'intero è più della somma delle sue parti".
In Aristotele, Metafisica.
Olismo - Riduzionismo in Gödel, Escher, Bach: un'eterna ghirlanda brillante  di Douglas Hofstadter.

giovedì, maggio 12, 2011

Creatività e Tecnologia

Ogni persona oggigiorno può creare effetti speciali. Si possono girare film di qualità da soli, con un camcorder, ma ciò non vuol dire che i film siano migliori. Shakespeare non aveva un word processor. Abbiamo word processor ma non abbiamo nessun Shakespeare. Bisogna fare una distinzione. C'è la creatività e c'è la tecnologia. Le due cose sono collegate ma la tecnologia non è necessariamente creativa.

Harrison Ellenshaw
Associate producer/Visual effect supervisor
- Tron
Disegni di Syd Mead - Light cycles

venerdì, aprile 08, 2011

Ammonite


Di P. Andrea Gasparino (brano tratto dal libro Maestro insegnaci a pregare):
Prima tappa: le parole vuote (...)
Seconda tappa: quando la preghiera si fa monologo (...)
Terza Tappa: il dialogo
Prima il centro della preghiera eravamo noi, ora comincia ad esserci anche Lui, noi e Lui, Lui e noi. Nasce l'amicizia. Nasce il sondaggio della coscienza. Nasce il ponte con Dio. Dio puo' toccarci. Può guarirci. Dio può trasformarci. Siamo approdati alla preghiera. Se siamo stabilmente a questo grado di preghiera facciamo grandi progressi nella carità, nella fedeltà al dovere, nel distacco dal male. Ma bisogna imparare a vivere stabilmente lì. Esige sforzo, anche metodo: occorre imparare a concentrarsi, perchè è un problema grosso di concentrazione.
Dio sfugge ai sensi.
Dio è spirito, è pensiero puro, solo se anch'io mi faccio pensiero, ho modo di raggiungerlo.
Esige sforzo, ma la preghiera dà i primi risultati sorprendenti.

domenica, marzo 27, 2011

Gesu e' Veritirero e Autorevole

di Padre Livio
Rappresentiamo noi stessi per quello che non siamo: nell'uomo non c'e' corrispondenza tra quello che dice, quello che pensa e quello che ha nel cuore perche' c'e' troppa oscurità (argomento introdotto nella catechesi giovanile del 18/03/2011). Ascolta lo streaming/mp3 nell'archivio audio di Radio Maria - necessaria iscrizione al sito.

domenica, febbraio 13, 2011

Materia - significato: un volto nella pittura

Nella pittura, un volto viene disegnato e dipinto inizialmente in modo approssimativo - idea in nuce - con schizzo a matita e poi pennelli di misura media o grande (molta materia per il colore del fondo, etc.).
Verso la fine dell'opera, il suo significato espressivo, il cuore di tutto il lavoro, per me sboccia nei particolari (poca materia).

Prossimi al termine dell'opera, quindi, a poco colore (ritocchi finali indichiamoli con x) corrisponde un grande significato espressivo (y). Se dovessi tracciare un grafico che mostri il rapporto tra quantità di colore ed espressività in un ritratto (in rapporto al tempo), sceglierei una funzione esponenziale y = 2x.

Postilla:



Image by ffffound.com

Riporto un concetto espresso dal maestro di pittura e disegno Ettore Maiotti: nello schizzo a matita, chi non cancella e' soddisfatto di quello che ha fatto, chi cancella cerca di migliorare il disegno: l'utilizzo della gomma fa parte del disegno.

domenica, agosto 08, 2010

Illuminatio orbis

Ogni mattina diciamo: il sole si alza. In realtà sappiamo tutti che il sole non si alza, perchè è il nostro specchio di terra che si rende presente al sole che sta "fermo".
Così, anche nella Messa normalmente diciamo: Cristo si rende presente, viene a noi, ma in realtà è la nostra esistenza che si rende presente all'azione di Gesù morto e risorto.
Brano tratto dal libro di P. Andrea Gasparino "Il segreto della gioia". 1a ed. p.185.

sabato, luglio 24, 2010

De vita

Intervista a Grace Patricia Kelly, tratta da People (5 aprile 1982).
(...)Do you ever wonder what might have happened to you if you hadn't met Prince Rainier?

Everyone is always asking what would you do if this or if that. I don't look back. I haven't had the time. I haven't retired, you know. I think no matter what we do in life we have the same problems to face—problems of our own personality, our own limitations, our own shortcomings. People's lives are going to be pretty much the same because of the people they are. We can cite environment or parents or society only up to a certain point. After you're 25, you do it to yourself.

bozza di traduzione:- (...) Si e' mai chiesta cosa sarebbe accaduto se non avesse incontrato il Principe Ranieri?

- Ciascuno sta sempre a chiedersi cosa farebbe se accadesse questo o quello. Non guardo al passato. Non ne ho avuto il tempo. Lei sa che non sono andata in pensione. Penso che a prescindere da ciò che facciamo nella vita, abbiamo di fronte gli stessi problemi, problemi della nostra propria personalità, dei nostri limiti, dei nostri difetti. La vita delle persone diviene quasi nello stesso modo per come sono fatte le persone. Possiamo chiamare in causa l'ambiente o i genitori o la società solo fino ad un certo punto. Dopo i 25 costruisci la vita da te.

mercoledì, maggio 12, 2010

Aiuti di Cristo

Grace Patricia Kelly di Monaco in preghieraQuanto piu' moralmente siamo vissuti, tanto più siamo debitori al sangue di Cristo.
Siamo stati redenti tanto piu' quanto meno abbiamo peccato.
La persona che più di tutte è stata redenta è proprio Maria Santissima che non ha commesso nessun peccato.
Dobbiamo tenere presente che la natura umana da sola è debole e di fronte alle tentazioni della vita, che sono frequenti, intense, ripetute, noi cadremmo in peccato, se non avessimo questi speciali aiuti meritati da Cristo con la sua morte in Croce. Senza questi aiuti noi cadremmo di peccato in peccato, e ciascuno di noi potrebbedire: "Io sono il peggiore peccatore del mondo". (...) Se non ci fosse stata la croce di Cristo, il mondo sarebbe molto più cattivo di quello che è; dalla croce di Cristo fluisce una tale Grazia che avvolge tutti gli uomini e che eleva tutti. (...)
di Giovanni Blandino S.I.- Per capire l'amore di Dio - Omelia per un matrimonio. Ed. ADP, Roma (nella foto Grace Patricia Kelly in preghiera)

giovedì, marzo 18, 2010

De amore

S. Teresa di Lisieux - Lettera 39 a Celina (20 ottobre 1888): (...) Gesù sorride, ci aiuta senza che ce n'accorgiamo e le lacrime che gli fanno versare i cattivi, sono asciugate per mezzo del nostro povero e piccolo atto d'amore. L'amore può fare tutto: le cose piu' impossibili non rappresentano per esso nessuna difficoltà (Imitazioni). Gesù non guarda tanto alla grandezza delle azioni, e neppure alla loro difficoltà, quanto all'amore da cui esse scaturiscono... (S. Teresa d'Avila).

Di P. Andrea Gasparino (Il segreto della gioia, p.124 Ed.2003): L'amore vero è continuità. La continuità è amore. Senza continuità c'è infiltrazione di infedeltà. Continuità e fedeltà sono marchi di fabbrica dell'amore.
Cfr. Card. Carlo Caffarra: "non puoi amare intensamente per mezz'ora"
Vedi anche: Se tu non mi parli, io sono come chi scende nella fossa (Sal 27)

* Grazie a Dio per donarci la capacità del discernimento

martedì, gennaio 26, 2010

Little Flower - di Grace Patricia Kelly

Little Flower, you're a lucky one
you soak in all the lovely sun
you stand and watch it all go by
and never once do bat an eye
while others have to fight and strain
against the world and its every pain of living.
But you must, too, have wars to fight
the cold bleak darkness of every night
of a bigger vine who seeks to grow
and is able to stand the rain and snow
and yet you never let it show
on your pretty face
Scritto da Grace P. Kelly da piccola.
Tradurrei la poesia così:
Piccolo Fiore, sei uno fortunato
tutto immerso nel bel sole
stai lì e guardi che le cose accadano
e mai una volta batti ciglio
mentre altri devono lottare e faticare
contro il mondo e ogni pena della vita.

Ma anche tu devi combattere le tue guerre
la fredda tetra oscurità di ogni notte
di una vite più grande che cerca di crescere
ed è in grado di sopportare la pioggia e la neve
eppure non lo hai mai lasciato trasparire
sul tuo viso grazioso.
About the Grace: intervista video al filosofo Martino Rossi Monti sul tema del suo libro Il cielo in terra. La grazia fra teologia ed estetica.
Argomenti trattati: i tre significati di Grazia: in relazione a Dio; facendo riferimento a qualcosa di bello ed attraente; indicando un atto benefico o un condono. Grazia come silenziosa dolcezza, antitesi dello sforzo, non si chiude come l'altéra bellezza, chi ne è toccato riattiva in sè l'oggetto che lo tocca (diventa grazioso), grazia è circolarità del movimento, chiede di riattivarsi, trasfigura l'altro.

giovedì, dicembre 10, 2009

Festa dell'Immacolata 2009


Omelia trasmessa da Radio Vaticana e Radio Rai 1
(8-12-2009) nella messa delle 9.30 e celebrata da Padre Egidio Picucci.

Se è vero che il Vangelo è una bella notizia, quello di oggi annuncia agli uomini la più incredibile: un’umile donna della nostra gente è così colma di grazia che perfino un angelo si rallegra con lei, scelta per essere la Madre di Dio. Con lei è ripartita la creazione, innocente come Dio l’aveva creata. Ripartiamo anche noi per un futuro di bontà, innestati sulle radici della grazia di cui ella fu piena.

L’Avvento che stiamo vivendo, e che è un periodo dell’anno così bello da essere considerato una prolungata e piacevole vigilia di Natale, di cui l’Immacolata è l’aurora, non ci suggerisce soltanto come dobbiamo prepararci al più bell’evento della storia, ma ci ricorda anche come ci si è preparato Dio.

Nella nostra insanabile impazienza, noi ci accontentiamo di quattro settimane di preparazione; nella sua misteriosa previdenza, Dio vi si è dedicato invece fin dall’eternità. La diversità di comportamento è dovuta al fatto che noi ci accontentiamo di preparare l’ambiente, le case, le piazze, mentre Dio ha pensato a preparare le persone “conforme alla sua volontà”, abbiamo sentito leggere nella lettera di Paolo agli Efesini.

E soprattutto una persona, preparata prima ancora che nascesse. Questa “degna dimora” del Figlio di Dio, come abbiamo detto nella preghiera iniziale di questa Liturgia, è una incontaminata fanciulla della Galilea, di nome Maria.
Come sposa ella avrà portato con sé una modestissima dote, come Madre ha avuto una tale abbondanza di grazia che l’Angelo gliela vede trasparire dagli occhi. “Ave, piena di grazia”.

Il più bel discorso sulla Madonna, è anche il più antico; l’ha fatto S. Luca e l’abbiamo riascoltato qualche istante fa. Esso non è tanto il racconto dell’incontro della Madonna con l’angelo, quanto la narrazione di tutta la sua esistenza vissuta con il Figlio e per il Figlio, di cui scoprì poco a poco la missione e il posto che Lei doveva occupare vicino a Lui.

Maria era una delle tante fanciulle di Nazareth; confusa con le coetanee nella Sinagoga per la preghiera, alla fontana per l’acqua, “conduceva una vita comune a tutti - è detto in un Documento del Concilio - piena di sollecitudini familiari e di lavoro”.
Nessuno sospettava minimamente che dall’alto Qualcuno la vedeva “vestita di sole, coronata di stelle e con la luna sotto i piedi”.
Soltanto due anziani si accorsero che Suo Figlio era un povero volontario e che sul candore delle tortore offerte per la sua presentazione al tempio brillava “la luce di lui, mandato a illuminare le genti”.
“Se Ella ha potuto portarti - dice S. Efrem rivolgendosi a Dio - è perché tu, la santa montagna, hai alleggerito il tuo peso”.
Forse qualcuno trasalì di fronte alla sua bellezza, ma egli non capì che essa era il riverbero della pienezza di grazia che le colmava l’anima. Essendo piena di grazia, Maria era bella. Nessuno capì che era bella perché era amata. L’amore annulla lo spazio tra l’uomo e Dio.

In lei la bellezza non fu, come spesso avviene nel mondo, né bugiarda né mortificata.
Bugiarda è la bellezza quando è solo esteriore, quando non ha rispondenze nella rettitudine della coscienza e del cuore; mortificata quando è solo interiore, velata agli sguardi da un aspetto senza avvenenza. In Maria c’era la verità del mondo nuovo, dove tutte le persone buone saranno anche belle e tutte le persone belle saranno impreziosite da una reale giustizia e da un autentico amore. Tota pulchra, nelle membra e nell’anima.

Questo splendore ne fa la fotografia del nostro futuro.
L’album di fotografie che conserviamo a casa, per quanto bello e caro, è necessariamente incompleto: ci ricorda quello che siamo stati, non ci anticipa quello che saremo. Quello che saremo lo sappiamo specchiandoci in lei, modello vivo perché non è una persona che posa per un fortunato pittore, ma una madre che ci aiuta a riprodurre in noi i lineamenti del modello per eccellenza, Cristo Gesù, fino a diventare “conformi alla sua immagine”.
Ma questo a una condizione; che anche noi facciamo quello che disse ai servi del banchetto di Cana:“Fate quello che vi dirà”. Fate adesso, quello che vi dirà poi: cioè, siate così disponibili da mettervi in movimento prima ancora di sapere che cosa vi dirà di fare.

Il Vangelo che abbiamo letto non ha un lieto fine perché dice che “l’angelo partì da lei”, cioè da quel giorno Maria dovette fare a meno degli angeli per rispondere ai grossi perché della vita. Ma non per questo ritirò la sua disponibilità o rifiutò il suo servizio.

Perché la festa dell'Immacolata è ancora tanto sentita dalla pietà popolare e affascina anche chi non ne conosce esattamente il contenuto? Forse perché c’è ancora nell’uomo la nostalgia di un’innocenza che trova soltanto in lei e pensa che quell’anima senza macchie è un po’ anche nostra, o sarebbe bene che lo fosse; forse perché, almeno oggi, nel candore di questo giorno che illumina l’anno che muore, abbiamo la soddisfazione di schiacciare con Lei la testa del serpente, dal quale domani probabilmente continueremo a farci ingannare;

forse perché ricordiamo che anche per noi c’è stata alle origini una grazia non capita e non apprezzata; forse perché, di fronte alle violenze a cui è sottoposta la donna e che ne sfigurano la dignità, il ricordo di Lei ci spinge a vedere in queste creature le discendenti di quelle che hanno lasciato nel Vangelo una fragranza di grazia e che di Gesù seppero più di tutti gli altri, sperimentandone la comprensione, la gratitudine, il perdono.

Oggi, grazie all'Immacolata, ci sembra di ritrovarci nel giardino sconsideratamente profanato; l’abbiamo ricostruito nella sua floridezza (non ci manca niente), ma non ci abbiamo messo dentro la grazia, e Dio continua inutilmente a cercarci: dove sei?
Nonostante tutto c’è chi avverte le istanze di un mondo nuovo, le luci di tempi migliori. I profeti di oggi lo deducono da tanti segni, non ultimo una rinnovata presenza della Madonna in mezzo a noi. Non per nulla tanti secoli fa S. Efrem scrisse:“Quando Dio si accorse che gli uomini si allontanavano da Lui, mandò sulla terra il Figlio suo; quando si accorgerà che si allontaneranno anche dal Figlio, manderà sulla terra la Madre di Lui”.

Schizzo di Rachel M.
Oggi non è solo festa di Cristo, che anticipa la redenzione dell’uomo in Maria, né solo la festa della Chiesa che in Maria ha avuto inizio, splendente e senza macchia; oggi è festa anche dell’uomo che in Lei vede “l’onore del nostro popolo”.
Dio cambia la storia non con i miracoli, ma con i suoi figli, prima fra tutti Maria, alla quale ha dato il compito di cambiare anche la nostra storia riempiendola di grazia: è una Madre e alla madre non si può dire di no.

sabato, settembre 19, 2009

Il segreto della Gioia

Il Segreto della Gioia, libro scritto da una
persona straordinaria come Padre Andrea Gasparino.
Personalmente mi aiuta a stampare il meno possibile sul prossimo i miei giudizi; ma anche a mettere in quarantena i pensieri poco santi, a far nascere la gratitudine e a combattere i brontolii (nel libro vd. i Figli del tuono)...
Sembra quasi che la gioia (o la sua ricerca) sia un OBBLIGO!
Ocio pero' a non confondere la gioia con il suo contrario inteso come surrogato: il piacere!

Alcuni brani: "Togli prima la trave! - (...) Giudicare e' un autentico dono di Dio: ci è dato per il nostro progresso, ma si trasforma in regresso se ci mettiamo al di sopra degli altri e ci facciamo loro giudici."

E poi ancora...

"Sartre diceva - L'inferno sono gli altri - ma noi dobbiamo dire: Gli altri non sono il nostro paradiso, ma una cosa è sicura: la carità è il grande ideale che ci realizza, che ci fa sentire felici. Ogni fratello che incontro porta nascosto nel cuore un tesoro, è un portatore della presenza di Dio. Se mi alleno a riconoscere questa presenza ho certamente tra le mani un grande mezzo di continuo contatto con Dio. Per fare questo occorre riflessione, calma, semplicità, umiltà, soprattutto una grande costanza."
(...)
"Sartre diceva - L'inferno sono gli altri -
ma noi dobbiamo correggere: l'inferno sono io quando dimentico gli altri.
Se mi abituo a questo rapporto continuo con lo Spirito santo presente nel cuore degli altri, non posso più essere indifferente a nessuno, mi immunizzo anche dagli sbagli nei confronti degli altri.
(...)

Ognuno potra' riconoscere gli insegnamenti di Cristo spiegati da Padre Andrea Gasparino.
Google Libri ci da un'anteprima.

Altri suggerimenti: la tua gioia e' la mia gioia; un po' di stress fisico per combattere lo stress mentale: lo sport sviluppa endorfine! Mens sana...

Raccolti da Radio Maria:
Anonimo - La bellezza delle cose si dimostra dalle piccole cose, dai piccoli gesti, dalle brevi parole sussurrate.
Gen Rosso - Non si può restare ad occhi chiusi e gridare che il sole non c'è!
Antoine de Saint Exupery - Non si vede bene che con il cuore, l'essenziale è invisibile agli occhi.

lunedì, maggio 25, 2009

La particolarità della Donna

Nella foto: Robert Powell e Grace Kelly nel set del film Gesù di Nazareth (1977) di Franco Zeffirelli.


Il Papa Francesco il 3 aprile 2013: Nei Vangeli le donne hanno un ruolo primario, fondamentale. Mamme e donne, avanti con questa testimonianza! Nelle professioni di fede del nuovo testamento, come testimoni della risurrezione vengono ricordati solamente uomini, gli apostoli, ma non le donne. Questo perché, secondo la legge giudaica di quel tempo, le donne e i bambini non potevano rendere una testimonianza affidabile, credibile. Nei Vangeli, invece, le donne hanno un ruolo primario, fondamentale. Qui possiamo cogliere un elemento a favore della storicità della risurrezione: se fosse un fatto inventato, nel contesto di quel tempo non sarebbe stato legato alla testimonianza delle donne. Gli evangelisti invece narrano semplicemente ciò che è avvenuto: sono le donne le prime testimoni. Questo dice che Dio non sceglie secondo i criteri umani: i primi testimoni della nascita di Gesù sono i pastori, gente semplice e umile; le prime testimoni della risurrezione sono le donne: questo è bello, questa è un pò la missione delle donne, eh?, delle mamme delle donne: dare testimonianza a figli a nipotini che Gesù è vivente. Mamme e donne, avanti con questa testimonianza! Per Dio conta il cuore, quanto siamo aperti a Lui, se siamo come i bambini che si fidano. Ma questo ci fa riflettere anche su come le donne, nella Chiesa e nel cammino di fede, abbiano avuto e abbiano anche oggi un ruolo particolare nell'aprire le porte al Signore, nel seguirlo e nel comunicare il suo volto, perché lo sguardo di fede ha sempre bisogno dello sguardo semplice e profondo dell`amore. Gli apostoli e i discepoli fanno più fatica a credere nel risorto, le donne no: Pietro corre al sepolcro, ma si ferma alla tomba vuota; Tommaso deve toccare con le sue mani le ferite del corpo di Gesù. Anche nel nostro cammino di fede è importante sapere e sentire che Dio ci ama, non aver paura di amarlo: la fede si professa con la bocca e con il cuore, con la parola e con l`amore".

Africa,Papa Benedetto XVI:_Riconoscere e difendere dignita' della donna (apcom.net).
(...) Sono quasi sempre le donne - afferma il Papa - che vi mantengono intatta la dignità umana, difendono la famiglia e tutelano i valori culturali e religiosi". "La storia - aggiunge Benedetto XVI - registra quasi esclusivamente le conquiste dei maschi, quando in realtà una parte importantissima si deve ad azioni determinanti, perseveranti e benefiche poste da donne".

Ancora sulla figura della donna - di Giovanni Paolo II, 15 agosto 2004 a Lourdes -: (...) Da questa grotta parte uno speciale appello anche per voi, donne. Apparendo nella grotta, Maria ha affidato il suo messaggio ad una ragazza, quasi a sottolineare la particolare missione che spetta alla donna in questo nostro tempo, tentato dal materialismo e dalla secolarizzazione: essere nella società di oggi testimone di quei valori essenziali che si vedono solo con gli occhi del cuore. A voi, donne, il compito di essere sentinelle dell'Invisibile! A tutti voi, fratelli e sorelle, lancio un pressante appello perché facciate tutto ciò che è in vostro potere affinchè la vita, tutta la vita, sia rispettata dal concepimento sino alla sua fine naturale. La vita è un dono sacro, di cui nessuno può farsi padrone.

martedì, dicembre 02, 2008

No MOSE ? No party !

Il primo dicembre del 2008 l'acqua alta ha sommerso Venezia, raggiungendo l'altezza di 156 cm rispetto al livello medio del mare. Non c'e' molto da commentare per i danni arrecati ai veneziani, ai commercianti, ai pendolari, in somma a tutta Venezia. Fortunatamente hanno sospeso lo sciopero dei mezzi di trasporto per non creare ulteriori danni ai cittadini. Credo che le paratoie mobili siano un'urgenza. Nella prima immagine gli alberi di Natale in Campo Santo Stefano, nella seconda foto l'isola della Giudecca (fondamenta San Biagio). In basso un negozio allagato alla Giudecca, Campo San Barnaba e le Zattere (special thanks to Rosa). Clicca sulle immagini per ingrandirle.

giovedì, marzo 20, 2008

Se tu non mi parli, io sono come chi scende nella fossa (Sal 27).

Dal libro di Padre Andrea Gasparino, Maestro insegnaci a pregare.

La sintesi tra l'intelligenza e la semplicità è data solo dall'amore. Dove manca l'amore, l'intelligenza diventa complicata e tortuosa; la semplicità diventa semplicismo ingenuo.

martedì, marzo 11, 2008

Anticancerogeni naturali

Ecco quello che i medici suggeriscono come alimenti anticancerogeni:
il melograno, l'aglio, il pomodoro (ciliegia) , il tè verde, il cavolo (cavolini di Bruxelles, broccoli), lo zenzero (antiossidante), io considererei anche le bacche di Goji (Licyum barbarum) - da notare pero' le "pretese di marketig di quest'ultimo in Canada e USA" (http://en.wikipedia.org/wiki/Wolfberry).

In generale la verdura fa bene sempre (fibre).
Moderarsi con la carne rossa, bere abbondantemente e soprattutto fare movimento.
E ringraziamo sempre!

lunedì, marzo 03, 2008

Formarci all'Amore, di Andrea Gasparino

Dal libro Il segreto della gioia
1) Fare piazza pulita dei pregiudizi sull'amore.
Molto spesso si confonde l'amore con il sentimento. Sono due cose molto distinte: l'amore è sempre legato alla volontà e può non essere legato al sentimento. Quando Camillo del Lellis baciava le piaghe degli appestati, non c'era di sicuro molto sentimento in quel gesto di amore: c'era la volontà, soltanto la volontà di esprimere il suo amore a Cristo presente nel povero. Ringraziamo quando il nostro amore è accompagnato anche dal sentimento, ma non squalifichiamo il nostro cuore quando c'è semplicemente lo sforzo di volontà.
L'amore non va mai a braccetto con l'interesse. L'amore interessato è tanto diffuso, ma occorre squalificarlo con coraggio. Se prevale l'interesse l'amore non conta più nulla. Se l'amore fa dire: "che guadagno ne ho?" certo non è amore.
L'amore è sempre libero. Quando l'amore risponde esclusivamente al dovere, è infido. Se nasce da un ordine: "devi amarmi", è un assurdo. Nessuno puà vincolare l'amore. Può farlo soltanto Dio, ma Dio rispetta sempre la libertà umana.
L'amore è sempre legato a delle decisioni precise, non è mai campato in aria; l'amore a parole non regge. A ogni incrocio della vita,a ogni bisogno del fratello devo sapermi domandare: "Che cosa devo fare se amo veramente?".
L'amore ha i suoi livelli e le sue precedenze. Alcune persone hanno la precedenza sulle altre. Bisogna accettarlo e discernere. La mia dedizione deve rispettare delle graduatorie, perché c'è una graduatoria di dipendenza e di vicinanza. Ci sono vari livelli di donazione: la famiglia o la comunità prima degli amici, gli amici prima degli estranei, i poveri e i bisognosi prima di chi ha tutto, ma non devo calcolare troppo.

2) Partire da noi stessi: amare noi stessi.
Chi non si ama non è attrezzato ad amare.
L'amore comincia a casa tua. Dobbiamo amare noi stessi in modo giusto. Chi si ama in modo giusto e' attrezzato ad amare i fratelli. Devo saper controbilanciare le mie esigenze con quelle dei fratelli. In alcuni momenti devo far prevalere le mie necessità, in altre circostanze gravi è doveroso far prevalere il bisogno del fratello.

3) Amare cercando a ogni costo il vero bene del fratello.
Devo prefiggermi il bene del fratello che può essere contrario a quello che lui vorrebbe, che gli altri vorrebbero o che io stesso vorrei. Anche la resistenza può essere amore. La norma è il bene del fratello, sia che lo comprenda, sia che non lo comprenda.
4) Tre mete particolari dell'amore.

Amare! devo dare al fratello questa percezione: sono e sarò sempre al tuo fianco.
Incoraggiare! Devo trasmettere al fratello fiducia piena in se stesso. Devo fargli capire: se ti appoggi troppo su di me, diventi debole e dipendente. Questo non è il tuo bene , è piuttosto il tuo male. Non posso condiscendere a questo.
Provocare! Devo stimolare le sue energie in tutti i modi possibili, usando anche la durezza se necessario. Amare è un arte fatta di mille attenzioni. C'e' l'ora dell'incoraggiamento e c'e' l'ora della provocazione. Posso sbagliarmi tante volte, ma riparerò, mi scuserò. Il nostro amore è umano, ha i suoi limiti, le sue imperfezioni, non è possibile intuire sempre e tutto quello che dobbiamo fare.
(continua)

mercoledì, gennaio 30, 2008

Vieni o Spirito Creatore


di Andrea Gasparino:
Il peccato "rattrista lo spirito" direbbe Paolo, ma la cattiva abitudine lo soffoca.
E all'abito cattivo non si arriva mai di colpo, ma sempre gradualmente: quando si aprono gli occhi non si è più a tempo, la libertà è già venduta.
Ma dobbiamo considerare anche un'altra faccia del problema:

- come esistono le abitudini al male così esistono le abitudini al bene, che facilitano, attraggono e rendono piacevole il bene;

- con la facilità con cui si prende una cattiva abitudine, con la stessa facilità si puo' partire all'offensiva e a poco a poco piegare il fisico e la volontà ad un'attrazione di bene opposta all'attrazione di male.

E ciò che è importante è questo: lo Spirito è presente in noi proprio per darci forza in questo.Infatti non conta tanto compiere un atto di buona volontà, conta l'abituarsi. Il bene vero l'uomo l'ha ottenuto quando dentro di lui il bene è legge, il bene è attrazione, il bene è gioia e spontaneità. E' questa la vetta morale a cui è chiamato l'uomo: la virtù, ed è per questa meta che Cristo ci dà lo Spirito, purificazione e forza, acqua che lava e fuoco che scatena energia.

giovedì, dicembre 13, 2007

Le quattro leggi

Dal Libro di Joseph Ratzinger "Dio e il mondo"

La legge naturale ci rivela che anche la natura racchiude in sé un messaggio morale. Il contenuto spirituale della creazione non è solamente di natura meccanico-matematica. (...) Nel creato possiamo leggere i pensieri di Dio e il modo in cui dobbiamo vivere.

La legge delle passioni ci dice che il messaggio della creazione si è appannato. Vi si contrappone una specie di controspinta che ha fatto ingresso nel mondo con il peccato. Questa legge esprime, per così dire, la ribellione dell'uomo. Paolo lo esprime in questi termini: l'uomo avverte dentro di sé una legge che lo spinge a fare il contrario di quello che vorrebbe davvero. Questo è dunque un altro piano, mentre la legge naturale esprime il messaggio interiore della creazione, la legge della passione significa che l'uomo si è costruito un proprio mondo e ha così introdotto nel mondo una controtendenza.

La legge dell'Antica Alleanza: anche questa legge ha un significato che comprende più strati. Il suo nucleo fondamentale è rappresentato dai Dieci Comandamenti del Sinai, a cui si aggiungono i cinque Libri di Mosè, che costituiscono l'ordinamento legislativo d'Israele e sono definiti come "leggi". Regolamentano l'esistenza, la liturgia, e insieme anche l'etica. Paolo ha analizzato criticamente questo ordine e ha constatato che questa legge rappresenta sicuramente una forza regolamentatrice - e che tale rimane per i nostri concittadini ebrei e sotto molti aspetti anche per noi (...) ma che d'altro canto con è in grado di liberare completamente l'uomo. E questo per una ragione molto semplice: quanto piu' esigente è la legge, tanto più forte è l'istinto trasgressivo.

La legge di Cristo: è Gesù Cristo, infine, a liberarci dalla legge, secondo Paolo, per introdurci nella libertà della fede e dell'amore. Tommaso d'Aquino si è ricollegato al pensiero di san Paolo quando ha parlato a sua volta di una legge, la legge di Cristo, che è di tutt'altra natura. Tommaso dice che la nuova legge, la legge di Cristo, è lo Spirito Santo, cioè una forza che, lungi dall'essere imposta dall'esterno, prorompe dall'interno.

Da questo punto di vista i piani sono dunque quattro:
- in primo luogo il messaggio del creato.
- In secondo luogo la controspinta dell'uomo nella storia, in cui egli tenta in qualche modo di costruirsi un proprio mondo in contrapposizione con Dio.
- In terzo luogo il messaggio di Dio nell'Antico Testamento, che certo indica all'uomo il cammino, ma anche, nel contrasto con la resistenza dell'uomo, rivela tutta la sua impotenza. La legge dell'Antico Testamento rimane così provvisoria, rimanda a qualcosa che la supera.
- E infine da ultimo c'è Cristo che ci tocca dall'interno, al di là delle leggi esteriori, e ci indica così la direzione verso cui volgere interiormente la nostra vita.


Rappresentazione personale dei concetti espressi: