Vi sono delle volontà così avvinte a quella di Dio che piuttosto di commettere una sola imperfezione, sopporterebbero mille morti e tutti i tormenti del mondo. Ma sono alle volte così tentate e combattute, che per evitare il peccato devono ricorrere anch'esse alle prime armi dell'orazione e pensare ancora che tutto finisce, che esiste l'inferno e il paradiso, ed altre simili verità.
venerdì, luglio 05, 2013
Un brano di Santa Teresa D'Avila
Vi sono delle volontà così avvinte a quella di Dio che piuttosto di commettere una sola imperfezione, sopporterebbero mille morti e tutti i tormenti del mondo. Ma sono alle volte così tentate e combattute, che per evitare il peccato devono ricorrere anch'esse alle prime armi dell'orazione e pensare ancora che tutto finisce, che esiste l'inferno e il paradiso, ed altre simili verità.
martedì, giugno 18, 2013
Dio abita dove lo si lascia entrare
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| Particolare del Tiepolo, Chiesa di Santa Maria del Rosario (vulgo Gesuati) - Venezia |
domenica, giugno 09, 2013
Accogli questa sera...
Accogli questa sera il grido dell'anima mia o Signore. Tu sai tutto della mia vita. Tu conosci il bene e il male, il giusto e l'ingiusto, il vero e il falso che di continuo si agitano dentro di me. Tu vagli le mie intenzioni. Tu misuri la febbre che mi tormenta. Tu pesi le mie gioie e le mie pene. Tu giudichi le debolezze del mio corpo e le aspirazioni dell'anima mia. E quindi placa quelle ed eleva queste sino a Te.
Accogli questa sera il grido dell'anima mia o Signore. Svela alla mia giovinezza il segno del mio destino. Fa' che io incontri un'anima che mi comprenda. Fa' che trovi un cuore che mi risponda. E così sia.
giovedì, maggio 16, 2013
L'uomo trascende infinitamente l'uomo - Pascal
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| Ascesa all'Empireo di Hieronymus Bosch Palazzo Grimani - Venezia Luce alla fine del tunnel |
Il sacerdote salesiano Valentino Del Mazza al riguardo ha scritto così, nel suo libro L'autostrada della felicità (1993):
(...) L'Uomo sente di essere sè stesso proprio quando, oltrepassando i limiti della propria circolarità esistenziale, si proietta verso la conquista di qualche cosa, o, per dirla con Blaise Pascal, quando supera se stesso per l'affermazione della propria personalità. La nostra differenza con gli animali consiste, specificatamente, nel fatto che noi, a differenza di quelli, siamo in grado di percepire una perfezione assoluta e ci consumiamo dalla voglia di possederla. Noi siamo le uniche creature, che rifiutano di essere quello che sono: le stesse nostre sufficienze conquistate, sia a livello intellettuale, come a quello sociale, lungi dall'appagarci, non fanno altro che aumentare in noi la sete della trascendenza e dell'andare oltre, verso quell'ideale che Dio ha posto nel nostro cuore. La vera moralità consiste non già nel seguire il sentiero battuto, ma nel trovare la propria strada e seguirla coraggiosamente. La gioia è appunto questo scoprire e centrare il significato della nostra vita; è farci incantare, innamorare da un ideale che, quale amico sincero, ci invita a camminare con lui verso una méta. Non si diventa vecchi solo per aver vissuto un certo numero di anni; la vera vecchiaia comincia quando si abbandonano i propri ideali.
San Gregorio Nazianzeno sulla preghiera: Dio ha sete che noi abbiamo sete di Lui.
domenica, maggio 05, 2013
Cambiare
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| Uomo nuovo |
"Serbate la legge del Signore, mantenendovi sempre innocenti in tutta la vostra vita, fortemente guardatevi dal non riprodurre in voi l'immagine del vostro vecchio uomo" (Libr. 2° tratt. 40°)
lunedì, aprile 22, 2013
Peccato non è corruzione
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| La Derelitta di Domenico Trentacoste |
(...) Potremmo dire che il peccato si perdona, la corruzione non può essere perdonata. Semplicemente per il fatto che alla radice di qualunque atteggiamento corrotto c'è una stanchezza della trascendenza: di fronte al Dio che non si stanca mai di perdonare, il corrotto si erge come autosufficiente nell'espressione della sua salvezza: si stanca di chiedere il perdono.
(...) Il corrotto non si accorge del suo stato di corruzione. Succede come con l'alito cattivo: difficilmente chi ha l'alito pesante se ne rende conto. Sono gli altri che se ne accorgono, e devono farglielo notare.
(...) Generalmente il Signore lo salva attraverso prove che gli arrivano da situazioni che non può evitare (malattie, perdita di ricchezza, di persone care ecc) e sono queste che spaccano l'ossatura corrotta e permettono l'accesso alla grazia. Solo allora potrà essere curato.
venerdì, aprile 05, 2013
Karl Popper: La libertà è più importante dell'uguaglianza
Cfr. Libertà: il Patriarca Francesco incontra i giovani.
mercoledì, marzo 20, 2013
"eso" ed "exo": gli scritti di Aristotele
Per quanto riguarda Pitagora, la sua scuola ed il suo insegnamento, nonché i suoi allievi, furono detti esoterici nel significato di segreto.
Erano invece detti essoterici gli scritti pubblicati e circolanti fuori dalla scuola. (exo o esso-terico: ἔξω, fuori)
domenica, luglio 22, 2012
La bellezza salverà il mondo
E sempre in tema: di Rabindranath Tagore:
ERI TU IL MIO SIGNORE
Mentre incosciente ti ferivo
scoprivo ch'eri accanto a me.
Lottando inutilmente contro te
sentivo ch'eri tu il mio Signore.
Derubando del mio tributo il tuo onore
vedevo crescere il mio debito con te.
Nuotavo contro corrente di tua vita
solo per sentire la forza del tuo amore.
Per nascondermi da te
ho spento la mia luce,
ma tu m'hai sorpreso con le stelle.
sabato, giugno 23, 2012
Quando sono debole, è allora che sono forte
Animazione russa, regia di di Lev Atamanov, anno 1957.
Dalla favola di Hans Christian Anderson: The Snow Queen
La metafora della scheggia di ghiaccio, male del cuore.
Ps: Animazione divisa in 6 parti su youtube.
Questa spina ricorda una passo del Vangelo: Dalla seconda lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi: Fratelli, affinchè io non monti in superbia, è stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perchè io non monti in superbia. A causa di questo per tre volte ho pregato il Signore che l'allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: "Ti basta la mia grazia; la forza si manifesta pienamente nella debolezza". Mi vantero' quindi ben volentieri delle debolezze, perche' dimori in me la potenza di Cristo. Percio' mi compiaccio delle mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: infatti quando sono debole, è allora che sono forte.
giovedì, maggio 17, 2012
Libertà: il Patriarca Francesco incontra i giovani
Discorso del Patriarca Francesco Moraglia ai giovani - Maggio del 2012 - Pala Arrex di Jesolo, Venezia.
Concetti trattati dal Patriarca per i giovani:
- La Liberà per assomigliare a Lui,
- La Verità, la verginità del cuore,
- prima della crisi finanziaria c'e' la crisi dei valori, del senso della vita,
- La Presenza del Signore Compagno di Vita,
- La conoscenza di noi stessi, le nostre doti per gli altri e
- le nostre fragilità trasformabili in punti di forza.
- Il male e il bene iniziano dal cuore del uomo.
- Il Signore vuole che il Bene, che Lui è, esista anche fuori di Lui, nella Libertà del uomo.
- Educazione all'affettività, educarsi ad amare è educarsi a dire "per sempre".
- Creare le Relazioni (essere amati e poter amare)
- Fedeltà come Amore nel tempo.
Giovanni Paolo II, Lourdes. 15 agosto 2004
Libertà: La Vergine di Lourdes ha infine un messaggio per tutti. Eccolo: siate donne e uomini liberi! Ma ricordate: la libertà umana è una libertà ferita dal peccato. Ha bisogno essa stessa di essere liberata. Cristo ne è il liberatore, Lui che “ci ha liberati perché restassimo liberi” (Gal 5,1). Difendete la vostra libertà! Carissimi, noi sappiamo di poter contare per questo su Colei che, non avendo mai ceduto al peccato, è la sola creatura perfettamente libera. A Lei vi affido. Camminate con Maria sulle strade della piena realizzazione della vostra umanità!
giovedì, aprile 05, 2012
In cerca della Regolarità dei numeri
(...) La natura è caotica o strutturata? E qual è il ruolo dell'intelligenza nello stabilire la risposta a questa domanda?
Se vogliamo allontanarci dalla filosofia, possiamo considerare la questione della regolarità profonda di una successione che ha tutta l'apparenza di una successione casuale. (...) Può ogni problema, come un frutteto, essere osservato da un angolazione particolare, tale che ne riveli il segreto? Oppure in matematica vi sono problemi che rimangono misteriosi, qualunque sia l'angolazione dalla quale vengono osservati?
Immagine di Francois Morellet - Systems -
Nota: i numero sono astrazioni del reale, trovare l'angolazione particolare dovrebbe essere l'astrazione dell'astrazione.
giovedì, febbraio 23, 2012
Steve Jobs: Schemi e rapporto Forma/Contenuto
Schemi: Al giro dei trent'anni, Jobs aveva usato una metafora ispirata al mondo dei dischi in vinile. Riflettendo sulle ragioni per cui dopo il trentesimo anno d'età la gente sviluppa schemi mentali rigidi e tende ad essere meno innovativa, aveva detto: "Si fissano nei loro schemi come nei solchi di un disco, e non ne vengono piu' fuori. Naturalmente c'e' gente curiosa per natura, perpetui fanciulli in trepidazione di fronte alla vita, ma sono rari."Rapporto Forma/Contenuto:
mentre l'architetto americano Louis Henry Sullivan sosteneva che "la forma segue la funzione", per Jobs era vero l'esatto contrario: "Quando la Apple era ai suoi esordi, Jobs approvò il design dell'involucro del primo Macintosh e gli ingegneri dovettero trovare il modo per adattarvi schede e componenti."
mercoledì, dicembre 28, 2011
Formarsi all'Amore
Cristo è maestro dell'Amore, ha tanto amato da dare la vita fino alla morte.
Il giovane che non sa formarsi all'amore non puo' risolvere i problemi della sua sessualità.
Non farti dellle illusioni giovane, la formazione all'amore è una scuola ardua,
ma se ti fidi di Cristo, Lui saprà condurti.
AMARE è voler bene, voler il vero bene, è fare il vero bene della persona amata.
AMARE è elevare, mai abbassare, è rafforzare, mai indebolire.
AMARE è comunicare felicità, mai sprofondare la persona che si ama nella frustrazione e nella colpa.
AMARE è medicare la fragilità di chi si ama.
AMARE è colmare il vuoto, è dare un ideale, è trasmettere fede e speranza
AMARE non è mai cercare il proprio interesse o strumentalizzare o sfruttare
AMARE significa prima di tutto debellare il proprio egoismo
AMARE è donarsi, come fa a donarsi chi non si possiede, chi non è mai giunto al controllo del proprio egoismo? Chi non si è mai posto il problema con serietà? Donarsi è vivere per la persona amata, è sacrificarsi per la persona amata.
Bisogna avere la convinzione che l'amore che non è eterno non è amore,
L'amore che non è esclusivo non è amore,
L'amore che non è puro non è amore,
L'amore che non segna tutta la vita non è amore...
giovedì, novembre 17, 2011
Sopportiamo i nostri affetti
Dove c'e' amore c'è pure largo campo per la tolleranza.
Del matrimonio si parla come di un giogo, che non è sempre un dolce giogo.
E se è comandato l'amore e gli si unisce la grazia, vuol dire che la croce può diventare tanto pesante che la stessa sopportazione ha bisogno di un appoggio.
Le persone care vengono trasfigurate dal nostro affetto, che da "donatore", senz'accorgersene, diventano "esattore": e allora si scopre che nessuno è come il nostro cuore l'ha voluto, e la penosa scoperta ci mette in tentazione di ritirare il nostro affetto per cercargli una dimora più conveniente.
Neanche i più sacri vincoli del sangue sono fuori dalla tolleranza.
Se non ci vergognassimo di confessare a noi stessi quanto costi il voler bene ai genitori e ai figli e ai parenti più vicini, saremmo maggiormente cauti nelle nostre liriche esaltazioni e meglio temprati a tollerare le carenze.
Ovunque ci muoviamo, ci troviamo di fronte una realtà, che non si risolve mai idealmente.
Per le fratture dell'uomo, tanto fisiche che morali, non ci sono pezzi di ricambio. Ci si ripiega con aggiustature più o meno riuscite.
Che povera cosa ne viene fuori, penserà qualcuno.
A me sembra una gran cosa che l'uomo porti in sè il rimedio a tante difficoltà della sua vita. Non possiamo cambiare le persone, nè le cose ne gli avvenimenti, ma posso cambiare me stesso e dispormi in modo vero di fronte a qualsiasi creatura e a qualsiasi fatto.
Possiedo una grandezza misteriosa, una forza creatrice, che è somiglianza e presenza di Dio, con un'apertura sulla felicità, la quale non consiste nell'avere questo o quello, ma nella maniera in cui mi dispongo verso questo o quello, sia che riesca a raggiungerlo sia che mi venga tolto.
Brano tratto dal libro "Della Fede della Tolleranza della Speranza" ed. EDB, 1995
sabato, ottobre 15, 2011
Asimmetria della Felicità
ma la Felicità (effimera) non è la Serenità.
il piacere è figlio primogenito dell'emotività, sempre mobile e capricciosa come il tempo, mentre la serenità del cristiano è piuttosto uno stato qualitativo dello spirito, permanente come la buona coscienza e sostanzialmente sempre uguale come la luce.
Il Signore non si stanca mai di darci la sua gioia; noi dobbiamo essere instancabili nel riconoscere i suoi doni e ringraziare. L'antigioia è soltanto il peccato. E' il soffocamento della gioia, è il colpo di spugna, è l'aridità. Vestire di gioia un dovere non costa; un dovere vestito di gioia non pesa più. Un dovere compiuto nella gioia solleva ogni persona al mio fianco.
Nota: significato etimologico di desiderare: smettere (de), di affidarsi agli astri (sidera), farne a meno, sostituirsi al cielo. - Luigi Zoja in La morte del prossimo.
lunedì, ottobre 03, 2011
Gesù nella moltiplicazione dei pani e dei pesci
Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto.
fonte: XVII domenica del tempo ordinario www.figliedellachiesa.org
Due sono le interpretazioni proposte di ciò che in Giovanni sembra un elemento essenziale. La prima è che lo scopo a cui Gesù mira attraverso il segno dei pani non è la sazietà fisica, ma la vita divina che egli è venuto ad offrire. Il sovrappiù, preservato dalla perdita, simboleggia l’aspetto incorruttibile del nutrimento che dona Gesù. Esso orienta a ciò che è sorgente perenne di vita, e conduce a una interpretazione spirituale del segno che Gesù ha compiuto. La seconda interpretazione sottolinea che il sovrappiù manifesta il contrasto tra il pane che dona Gesù e il nutrimento ricevuto nel deserto. Anche gli Ebrei avevano mangiato a sazietà, ma la manna si corrompeva se ne conservavano oltre il necessario. Il pane di Gesù, inversamente, è destinato a conservarsi: non simboleggia allora il dono dell’Eucaristia?
Parti dell'Omelia 24 (n.1 e n. 6) di Sant'Agostino - La moltiplicazione dei pani.
www.augustinus.it/italiano/commento_vsg/index2.htm
La moltiplicazione dei pani.
Bisogna saper capire il linguaggio dei miracoli. Essendo Cristo il Verbo di Dio, ogni suo gesto è una parola. Non dobbiamo fermarci ad ammirare la potenza di questo miracolo, dobbiamo esplorarne la profondità. Possiede dentro qualcosa che suscita esteriormente la nostra ammirazione.
[La fede eleva e purifica.]
1. I miracoli compiuti da nostro Signore Gesù Cristo, sono opere divine, che sollecitano la mente umana a raggiungere Dio attraverso le cose visibili. Siccome Dio non è una realtà che si possa vedere con gli occhi, e siccome i suoi miracoli, con i quali regge il mondo intero e provvede ad ogni creatura, per la loro frequenza finiscono per passare inosservati, al punto che quasi nessuno si accorge dell'opera di Dio che anche nel più piccolo seme appare mirabile e stupenda; Dio si è riservato, nella sua misericordiosa bontà, di compiere a tempo opportuno talune opere fuori del normale corso degli avvenimenti naturali, affinché, quanti hanno fatto l'abitudine alle cose di tutti i giorni, rimanessero impressionati, vedendo, non opere maggiori, ma insolite. Governare il mondo intero, infatti, è un miracolo più grande che saziare cinquemila persone con cinque pani (cf. Gv 6, 5-13). Tuttavia, di quel fatto nessuno si stupisce, di questo gli uomini si stupiscono, non perché sia più grande, ma perché è raro. Chi, infatti, anche adesso nutre il mondo intero, se non colui che con pochi grani crea le messi? Cristo operò, quindi, come Dio. Allo stesso modo, infatti, che con pochi grani moltiplica le messi, così nelle sue mani ha moltiplicato i cinque pani. La potenza era nelle mani di Cristo; e quei cinque pani erano come semi, non affidati alla terra, ma moltiplicati da colui che ha fatto la terra. E' stato dunque offerto ai sensi tanto di che elevare lo spirito, è stato offerto agli occhi tanto di che impegnare l'intelligenza, affinché fossimo presi da ammirazione, attraverso le opere visibili, per l'invisibile Iddio; ed elevati alla fede, e mediante la fede purificati, sentissimo il desiderio di vedere spiritualmente, con gli occhi della fede, l'invisibile, che già conosciamo attraverso le cose visibili.
[Il midollo dell'orzo.]
6. Niente è privo di significato, in ogni cosa c'è un riferimento; basta, però, saperlo cogliere. Così il numero delle persone che furono saziate, simboleggiava il popolo che viveva sotto il dominio della legge. Erano cinquemila, proprio perché simboleggiavano coloro che stavano sotto la legge, che si articola nei cinque libri di Mosè. Per la stessa ragione gli infermi che giacevano sotto quei cinque portici, non riuscivano a guarire. Ebbene, colui che guarì il paralitico (Gv 5, 2-9) è il medesimo che qui nutre la folla con cinque pani. Il fatto che essi fossero distesi sull'erba (Gv 6, 10), dice che possedevano una sapienza carnale e in essa riposavano. Infatti tutta la carne è erba (cf. Is 40, 6). Che significano poi i frammenti, se non ciò che il popolo non poté mangiare? Ci sono segreti profondi che la massa non può comprendere. Che resta da fare, allora, se non affidare questi segreti a coloro che sono capaci d'insegnarli agli altri, come erano gli Apostoli? Ecco perché furono riempite dodici ceste. Questo fatto è mirabile per la sua grandezza, utile per il suo carattere spirituale. Quelli che erano presenti si entusiasmarono, e noi, al sentirne parlare, rimaniamo freddi. E' stato compiuto affinché quelli lo vedessero, ed è stato scritto affinché noi lo ascoltassimo. Ciò che essi poterono vedere con gli occhi, noi possiamo vederlo con la fede. Noi contempliamo spiritualmente ciò che non abbiamo potuto vedere con gli occhi. Noi ci troviamo in vantaggio rispetto a loro, perché per noi è stato detto: Beati quelli che non vedono e credono (Gv 20, 29). Aggiungo che forse a noi è concesso di capire ciò che quella folla non riuscì a capire. Ci siamo così veramente saziati, in quanto siamo riusciti ad arrivare al midollo dell'orzo.
martedì, luglio 26, 2011
La sola ragione & il Vaso
fonte: la Bussola Quotidiana
Lao Tzu -
Plasmare l'argilla per farne un vaso,
nel non essere sta l'utilità del vaso. (l'interno)
Perciò l'essere determina il vantaggio,
e il non essere determina l'uso.
Appunti: "L'intero è più della somma delle sue parti".
In Aristotele, Metafisica.
Olismo - Riduzionismo in Gödel, Escher, Bach: un'eterna ghirlanda brillante di Douglas Hofstadter.
giovedì, maggio 12, 2011
Creatività e Tecnologia
Harrison Ellenshaw
Associate producer/Visual effect supervisor - Tron
Disegni di Syd Mead - Light cycles















